Monday, June 30, 2008

forma e sostanza

ci sarebbe molto da dire su questo articolo: («la Repubblica» 29-06-08):



«è stata casualmente scoperta da un insegnante, che ha sorpreso la ragazzina mentre si riprendeva svestita»: se non è un refuso, cosa ci faceva un professore nel bagno delle ragazze?
«vendeva le proprie foto per poche euro»: a parte l'analfabetismo, si sottintende che se le avesse vendute per «molte euro» la cosa sarebbe stata meno grave?
In effetti la povera ragazzina non è forse l'epitome perfetta della contemporaneità?
In cosa si differenzia il suo smercio di foto dai calendari di ragazze poco più grandi di lei (maggiorenni, certo)? anzi, ancor più moderna per il mezzo scelto per la sua «piccola impresa» (ah, dov'è un boncompagni quando ne serve uno?).


e il solito crepet a pontificare su una famiglia che quasi certamente non ha mai incontrato...
(è possibile essere radiati dall'albo degli esseri umani?)

ps: molto più sobria la versione comparsa sul sito internet del quotidiano

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